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è il momento di prendere una posizione!

LIBERI&LIBRI#33

Pregare.
Non significa fare un monologo o recitare una poesia, incrociare le mani e guardare in alto o dondolarsi in un’atmosfera mistica, o ancora piangere per forza altrimenti non viene dal cuore.

Pregare è parlare con Dio,
col rispetto dovuto ad un Padre e l’amore e la naturalezza che hai per il tuo migliore amico
.

Questo libri non da delle regole ma consigli che sarebbe molti utile seguirli😉
Buona lettura e sopratutto mettete in pratica.

COME PREGARE
002080Ci sono tragici problemi nella vita di preghiera di tanti cristiani: distrazione, sonnolenza, mancanza di consapevolezza della solennità del momento, ma di ancor più tragico, c’è che molti non hanno neanche una vita di preghiera.
La preghiera è stata definita il respiro dell’anima, per questo, non c’è niente di più vitale di essa per la nostra vita. In questo libro si parla unicamente di alcuni “metodi” da conoscere per poter “respirare” meglio, e di alcune regole molto pratiche per evitare i problemi sopraindicati.
Dobbiamo essere obiettivi, se respiriamo male rischiamo di morire, per questo, consiglio vivamente questo libro per imparare a cambiare “l’aria spirituale” che respiriamo ogni giorno.

5 commenti»

  DebbySicilia wrote @

Amen,la preghiera è il mezzo ke ci permette di comunicare con PAPA’,il quale è degno di tutta la nostra lode e gloria,e il nostro migliore amico a cui possiamo raccontare tutto di noi e affidare a Lui ogni problema.E x il libro ke dire?ancora grazie a Dio x i servi come il pastore Yongghi Cho.Dio ci benedica anke attraverso il suo ministerio

  Salvatore (evangelista) wrote @

La preghiera è uno dei caratteri del vero credente, ma “preghiamo” veramente come faceva Mosè, l’uomo che “parlava faccia a faccia” con Dio?

Pregare vuol dire entrare in relazione intima con Dio, stare davanti al suo trono di Grazia, ascoltarLo e agire di conseguenza; le preghiere dei più grandi personaggi biblici di un tempo (Davide, Giosuè, Paolo di Tarso) avevano un punto in comune, cioè la “passione” del cuore, dove per tale non s’intende il muscolo cardiaco bensì il desiderio ardente di intercedere, supplicare, ringraziare Dio con la certezza che Egli ci esaudirà!

E’ vero che, a volte, il Signore non risponde subito, o non risponde affatto, alle nostre richieste, ma i tempi di Dio sono diversi dai nostri: ciò che conta è la sincerità interiore, poichè Gesù non ama le “labbra doppie” (.)

La chiave di lettura della vera preghiera è comunque la FEDE, sicchè l’apertura totale della nostra mente a guardare agli interessi altrui, prima o poi muove a compassione il nostro Signore: “misericordia cerco e non sacrificio”, dice Cristo nei vangeli, perciò – come credenti e fratelli – dovremmo avere a cuore la sorte del prossimo e i bisogni dei perduti, onde portare realmente i pesi gli uni gli altri.

Secondo me, spesso si risponde “Amen” in fretta e senza riflettere, quando invece l’Amore di Dio ci esorta a vivere con gli stessi sentimenti di Cristo; ma se “Gesù vive in noi” (Galati 2,20), come mai litighiamo, ci invidiamo, siamo gelosi e pettegoliamo?

Il dono dello Spirito Santo è “pace e amore fraterno”, e il Consolatore ci è stato elargito per potenziare la nostra fede, al fine di crescere in armonia con la Chiesa di Dio sparsa nel mondo; ma non dimentichiamo, però, che ogni giorno abbiamo bisogno di “purificarci” (santificazione) dal mondo, sia nella mente che nello spirito.

Lo Spirito Santo, ricordiamolo, è sensibile; Lo si può contristare o mettere a tacere, se insistiamo a peccare e a disobbedire; Dio ci chiama alla santità, e quest’opera, iniziata in noi con la NUOVA NASCITA, non si conclude affatto in quello stesso momento ma prosegue nel corso della nostra vita cristiana!

Dio guarda dentro di noi, scruta le nostre reni, legge nei nostri pensieri: come possiamo pensare di essere graditi al Signore se non abbiamo uno stile di preghiera genuino e costante? Siamo capaci di inginocchiarci nel segreto della nostra stanzetta (Mt.6,6)? Preghiamo Dio con lagrime e compassione per i perduti? Siamo capaci di riconoscere la nostra miseria umana davanti alle circostanze della vita? Abbiamo pietà del prossimo?

Mi spiace dirlo, ma una delle pecche della Chiesa degli ultimi tempi è la vera preghiera e l’adorazione, per cui son convinto che se la Chiesa pregasse all’unisono e avesse gli stessi intendimenti (Atti 2,4), il mondo spirituale sarebbe “scosso”!

Purtroppo, duole constatare come, a distanza di duemila anni, ci siano ancora dentro le comunità (da nord a sud) dei credenti che sottovalutano le realtà celesti (Efesini 2,2 e 6,12), i quali pensano di poter fare a meno di combattere uniti il nemico di sempre (2^ Corinzi 4,4),

Meno si prega, meno si intercede, meno si condivide e più satana è contento! E questo son pochi a capirlo.

  davidegatt wrote @

concordo pienamente con quanto detto, per dire cose sosì devi proprio essere un grande uomo di preghiera, che avrà visto tante miracolose risposte da Dio.
Visto che ci siamo perché non ci racconti un’esperienza delle tue, dove hai visto Dio rispondere miracolosamente ad una tua specifica preghiera sorprendendo tutto e tutti.
Grazie.

  Salvatore (evangelista) wrote @

Lo faccio volentieri, sia per dare vanto al Signore che per incoraggiare il lettore ad avere una “consacrazione” totale a Cristo. Il problema riguarda, però, una vicenda di natura finanziara e non spirituale, ma Dio risponde a ogni genere di necessità! Diversi anni fa, mi venni a trovare in una situazione economica pesante, perchè avevo accumulato debiti bancari per circa due milioni; essendo monoreddito – come tante gente di oggi – non arrivavo a fine mese e il “rosso” in banca si era appesantito; peraltro, non potevo chiedere soldi a parenti e familiari nè ottenere un altro prestito, avendo già due debiti in bustapaga. Avevo solo la mia “piccola” fede nel Signore. Mia moglie era disoccupata a quel tempo, e ricordo che supplicammo Gesù di farci uscire da quella situazione. Mi inginocchiai letteralmente nel silenzio di casa mia. Eravamo convertiti da poco, e un giorno mia moglie ricevette una richiesta telefonica per accudire – sanitariamente – una persona anziana di Agrigento (dove abbiam abitato per 14 anni). Ella accettò, naturalmente, anche se era alle prime armi come infermiera diplomata. Ma il Signore, che legge nel cuore, durante il periodo di assistenza a questa ottantenne pensionata, usò lei per dare conforto fisico e usò me per evangelizzare quest’anziana coppia. Ricordo vividamente come se fosse oggi, l’entusiamo e il sorriso di quell’uomo, educato e signorile, peraltro uno dei pochi laureti in Italia in “Scienze delle Colonie”, facoltà nata ai tempi della II guerra mondiale. Il suo desiderio sincero di ascoltare il vangelo e veder chiariti alcuni dubbi mi accoglieva sulla porta d’ingresso ogni volta che andavo a trovarlo, tanto che costui mi ricordava il centurione Cornelio, per la sua “bramosìa” di udire la Parola di Dio! In poche parole, la retta pagata a mia moglie superò di poco i duemilioni che ci servivano, ma quella famiglia ricevette – per la prima volta – la predicazione della croce! Oggi questi coniugi non ci sono più, ma questa esperienza ha rafforzato la mia fede, confermando che Dio va realmente oltre i nostri bisogni e ci ripaga il doppio (“riceverete una dose oltremodo traboccante”), se davvero Lo serviamo con tutto il cuore.

“Io amo l’Eterno perchè ha dato ascolto alla mia voce e alla mia supplica” (SALMO 116,1)

  DebbySicilia wrote @

wooow,questa testimonianza ha toccato il mio cuore profondamente,e mi ha parlato x una situazione ke sto passando,sò ke DIo non arriva mai in ritardo e ke risponderà alle mie suppliche,ma ci dobbiamo consacrare di + e ricercare Lui prima di tutto x ciò ke lui è,DIo ti benedica grandemente Salvatore


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