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è il momento di prendere una posizione!

LE PILLOLE DI JASMINE#34

Natale si avvicina😛
fuori continua a piovere e qualcuno mi ricorda che siamo ancora a Milano😛

“Piove” su tutti: buoni, cattivi, belli e brutti. Dove è la differenza? In chi ha l’ombrello, un ombrello capace di proteggerci e che si chiama Gesù😉
Buona settimana boys&girls

Nel timore di Lui e non nel timore degli uomini, sarò finalmente libera di essere me stessa, libera dal timore di essere giudicata dagli altri nel bene e nel male.


3 commenti»

  Salvatore (evangelista) wrote @

Questa affermazione di Jasmine mi fa ricordare Atti 5,29: “bisogna ubbidire a Dio piuttosto che agli uomini”!

Certamente oggi non è facile mantenere lo stesso passo dell’inizio, cioè sostenere con perseveranza il “buon combattimento” della fede” (.), probabilmente a causa dello scetticismo dell’attuale società, ma dal giorno della mia conversione (estate ’97) non ho smesso un attimo di approfittare dei momenti “opportuni e inopportuni” (.) per testimoniare ed evangelizzare fra i colleghi di lavoro, tra i vicini di casa e in seno alla parentela, ossia il “prossimo” a me più vicino.

Tuttavia, l’incoraggiamento del Signore “non temere e non sgomentarti….sii forte…perchè Io sono con te” (Giosuè 1,9) non è venuto mai meno, a conferma della fedeltà di Dio verso i suoi servitori, sicchè l’amore per i perduti mi spinge ancora adesso a non mollare malgrado la freddezza e l’avversione dei legalisti che, ahimè, di questi tempi non sono un’eccezione nelle nostre comunità (.)

Credo fermamente che sia ora di tornare alla semplicità della Chiesa primitiva, quella nata con Pietro e Paolo e gli altri, i quali andavano da ogni parte del mondo per annunziare il vangelo con linguaggi non da eruditi, venendo accompagnati dai “segni” della loro fede (Atti 5,12) per la potente azione dello Spirito Santo riversata nei loro cuori! Cosa spingeva costoro a spostarsi da un luogo ad un altro? Cosa li motivava ad annunziare la lieta novella? Il desiderio di vedere altre anime salvate e null’altro!

Sarà un’impressione, ma più che puro “cibo spirituale” che nutre e fa crescere il gregge, oggi vedo un’attenzione particolare sulla crescita numerica, come se avere un locale di culto strapieno sia garanzia che TUTTI son salvati e camminano “in novità di vita” (.)

Pertanto, pienamente consapevole di quale luogo attende i perduti se essi non si convertono, il “timore dell’Eterno” mi sprona all’azione, ragion per cui – con Jasmine – anch’io posso dire di non temere gli uomini, pastori o anziani che essi siano, perchè Colui il quale mi chiederà conto della mia vita sarà il Signore e non il mio fratello!

  scegligesu wrote @

Credo che Jasmine quando parlava di “uomini” si riferisse a quei giudizi che spesso ci frenano e a quei limiti contrari a quello che la bibbia dice.

“il “timore dell’Eterno” mi sprona all’azione, ragion per cui – con Jasmine – anch’io posso dire di non temere gli uomini, pastori o anziani che essi siano, perchè Colui il quale mi chiederà conto della mia vita sarà il Signore e non il mio fratello!”

Il timore di Dio ci spingerà sicuramente a rispettare ed ubbidire alle nostre autorità spirituali e non (Romani 8 )

Rispettate gli uomini e onorate le persone che vi stanno accanto, rendendo doppio onore a pastori e anziani.

Dio ha stabilito delle persone, dando loro autorità e non sta a noi “giudicare e criticare”.
Molti di voi conoscono la storia di Davide e Saul. Davide rispettò Saul perchè era l’unto di Dio.
Oggi invece confondiamo il parlare duro con lo sparare a raffica su quello che nella chiesa non va.

é facile adottare un punto di vista che ci fa vedere sempre e solo ciò che non va negli altri.

Dovremmo condire il nostro parlare con un pizzico d’amore in più.🙂

  Salvatore (evangelista) wrote @

Quando parlo che non bisogna aver “timore” degli uomini, mi riferisco al fatto che, comunque, non possiamo “sottrarci” dal servire e obbedire a Dio pensando che il nostro zelo e fervore sia un atto di disubbidienza a colui che ci presiede (.)

Faccio un esempio: se vedo che alcuni fratelli sono trascurati, non vengono considerati per i loro bisogni materiali e spirituali, sono insomma scartati perchè nessuno vuole prendersi la briga di “andare a strapparli dal fuoco” (.), io non aspetto che qualcuno se ne accorga ma prendo l’iniziativa e sprono altri, poichè l’amore di Cristo mi spinge ad amare gli emarginati. E non mi si dica che tutti abbiamo lo stesso fervore cristiano!

Sarei, quindi, un ribelle all’autorità costituita?
Sarei un piantagrane perchè mi muovo per primo, oppure faccio ciò che altri dovrebbero fare e non fanno?

Gli apostoli stabilirono i vari compiti in seno alla primitiva chiesa, onde andare incontro alle necessità delle vedove (Atti 6), il che vuol dire che TUTTI dovremo intanto impegnarci per curare il gregge, che – come avviene in natura – non viene imboccato dal pastore, ma si nutre pascendo insieme alle altre pecore (.).

Purtroppo, benchè io abbia pochi anni di esperienza nel contesto evangelico, ho potuto sperimentare che …. dal dire al fare c’è di mezzo il mare…, nel senso che è molto più comodo stare al calduccio durante il culto, aspettare gli ordini dall’alto…, cantare e lodare piuttosto che andare alla ricerca dei perduti che ci sono anche dentro le chiese (.);parlo in linea generale, perchè durante i vari convegni cristiani parlo e mi confronto con le altre realtà presenti in Italia e all’estero.

Son sempre più convinto che Laodicea sia alle porte, complice la pessima testimonianza delle “divisioni” nel contesto evangelico nazionale dove ci si guarda con sospetto fra pastori e pastori e comunità e comunità, cosicchè l’enfasi per tizio o per il pastore caio, anzichè preoccuparsi della propria crescita spirituale col Signore, onde portare “frutto” secondo il talento ricevuto, mi ricorda – a volte – la mentalità del cattolicesimo da cui sono uscito, dove bastava la visita di un monsignore in parrocchia per fare andare in giuggiole la gente: arriva Sua Eccellenza, evviva evviva…..!

La Gloria, l’Esaltazione e la Lode vanno a Dio e a Lui soltanto, mentre l’amore fraterno è imparziale e va esteso a tutti senza particolarità, dal pastore al più piccolo dei membri: mi sbaglio?

Pertanto, se lasciassimo agire liberamente lo Spirito Santo invece che farci condizionare dall’ordine, dalle regole, dalle alleanze con questa o quella denominazione, vedremmo Dio all’opera con segni, prodigi, conversioni e liberazioni!

Ahimè, il mondo sta morendo, ma un’anima salvata vale più di una rigida osservanza travestita da “ordine” e “ubbidienza”?


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